Uno degli errori più comuni nei progetti di digitalizzazione è anche il più difficile da riconoscere dall'interno: prendere un processo esistente, con tutti i suoi passaggi, le sue eccezioni e le sue firme di approvazione, e limitarsi a trasferirlo su uno strumento digitale senza cambiarne la logica.
Il modulo PDF non è digitalizzazione
Un modulo cartaceo trasformato in un PDF compilabile, che poi viene stampato, firmato a mano e archiviato in una cartella, non ha cambiato il processo: ne ha solo cambiato il formato. Lo stesso vale per un flusso di approvazione che replica via email gli stessi passaggi sequenziali che avveniva con documenti fisici che giravano di scrivania in scrivania.
Questi interventi non sono inutili, spesso riducono errori di trascrizione o rendono più leggibile un documento, ma non sono ciò che rende un'azienda più efficiente. Nella maggior parte dei casi, si limitano a spostare lo stesso collo di bottiglia da un supporto a un altro.
Cosa cambia quando si ripensa, non si replica
Digitalizzare davvero un processo significa fermarsi prima di scegliere lo strumento e chiedersi perché quel processo è fatto in quel modo. Spesso la risposta è: "si è sempre fatto così", non "è il modo più efficace per raggiungere il risultato".
- Chi deve davvero approvare cosa, molti passaggi di approvazione nascono da esigenze di controllo che nel tempo sono diventate automatiche, senza che nessuno le rivedesse.
- Dove nasce il dato, spesso conviene raccogliere un'informazione alla fonte (chi la genera) invece di farla ritrascrivere più volte lungo il processo.
- Cosa richiede davvero una persona, e cosa, invece, può essere gestito da un sistema senza intervento manuale, liberando tempo per le eccezioni che contano.
La domanda utile non è "come digitalizziamo questo processo", ma "se dovessimo disegnarlo oggi da zero, lo faremmo così?".
Il ruolo della tecnologia
La tecnologia, in questo percorso, è lo strumento che rende possibile il nuovo modo di lavorare , non il punto di partenza. Scegliere prima la piattaforma e poi capire come usarla porta quasi sempre a forzare il processo dentro i limiti dello strumento, invece di scegliere lo strumento in funzione del processo che si vuole davvero avere.
